12 Novembre 1917

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“Comando Corpo D’Armata di Bologna”

“L’ultima settimana dello scorso ottobre resterà infausta nella storia d’Italia perché, nell’avversa sorte toccata alle nostre armi, pochi criminali, per viltà o per biechi propositi, facilitarono al nemico la riuscita d’una prima, improvvisa irruzione nel suolo sacro della Patria.

Urge frapporre argine insuperabile alla baldanza straniera, urge nettare la nostra bandiera dal fango con cui un pugno di vili la contaminò.

Occorre sappiate dimostrare che non voi siete fra quelli che il paese giudica artefici del suo danno. Ma io so che la grandissima maggioranza vostra è composta di buoni soldati : io so che non da paura o da inconfessabili intendimenti ma da fatali circostanze alle quali non sapeste o non poteste reagire, la maggior parte di voi fu tratta ad unirsi all’ignobile branco degli sbandati; so anzi che fra voi vi sono veri eroi che dopo d’aver compiuto fino all’ultimo il loro dovere, isolati e spersi, invano ricercarono i loro reparti.

Militari!

Nessuna prevenzione è in me contro di voi: io parlo a chi in cento battaglie diede magnifica prova di disciplina e valore; io parlo a chi arde dal desiderio, anzi dal prepotente bisogno di cancellare quell’ombra che ora offusca il suo passato, per dimostrare che è sempre il soldato di Podgora, del S. Michele, del Sabotino, del Monte Santo e della Baisizza.

Guardate all’esempio dei vostri camerati della 3°Armata che a migliaia chiesero di venir mandati al più presto possibile a sostituire i compagni caduti  in queste ultime epiche lotte; e sopratutto ritemprate il vostro cuore a quel sentimento  del dovere, a quello spirito del sacrificio di cui ben presto tutti sarete chiamati a dare novella prova.

 

Bologna, 12 Novembre 1917

 

Il Tenente Generale

                                     Comandante del Corpo d’Armata

L.Segato

 

Ho ricopiato integralmente questo manifesto perché è un documento storico della massima importanza.

Dunque più nessun dubbio può esistere in merito alle cause della disastrosa ritirata. Ciò fu opera di “pochi criminali”, di un “pugno di vili” che dovranno ricercarsi fra gli alti papaveri politici e militari.

Possa la patria scoprirli e stampare sulle loro fronti il marchio dell’infamia.

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