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25 Dicembre 1916 – Il mio primo Natale di guerra

Da tre giorni il nemico, che ha la sua prima trincea avanzata a non meno di 300 metri in linea d’aria dai nostri pezzi, abilmente nascosti sotto le frasche, non dà segni di vita. C’è in tutti noi l’illusione d’una tregua d’armi precorritrice di vicina pace. E perché’ non potrebbero forse gli uomini mettersi una buona volta in accordo e… Read more »

12 Giugno 1916 – Ore 18. Un saluto inatteso

La guida Giusti mi precede di pochi passi, portando sotto il braccio il cavalletto di pittura e la cassetta dei colori. L’interminabile mulattiera è quanto mai disagevole pei massi rocciosi che ne ingombrano lo stretto passaggio e per la sua salita molto accentuata. E’ pochissimo battuta dalle truppe, essendo in posizione scoperta e bersagliata sovente da colpi d’interdizione, ben sapendo… Read more »

2 Giugno 1916 (quarta parte) – Ore 22

Le tenebre incombono sinistre sulla terra sconvolta ed ancora echeggiante di rombi. Gli artiglieri, entro le loro cuccette, si prendono un meritato riposo. Per disposizione del Capitano, io alloggio nella piccola baracca dei sott’ufficiali. Quantunque assai stanco sia per la lunga cavalcata che per le passeggiate alpinistiche, non mi riesce di prendere sonno. La mia mente divaga in una ridda… Read more »

2 Giugno 1916 (terza parte) – Mentre tuona il cannone

Vengo presentato al Comandante la Batteria, il Sig. Cap. Riva nobile Alberto. E’ un giovane ventottenne, biondo, dal colorito roseo  sano. Le guance pienotte sono completamente rasate. L’occhio è irrequieto e penetrante, e si direbbe severo se non fosse quella prima impressione attenuata da un naturale sorriso sulle labbra. La persona, di media statura, dall’ampio torace e  dalle larghe spalle,… Read more »

2 Giugno 1916 (prima parte) – La guida Giusti

Mi viene incontro tenendo due cavalli insellati. – “Sono la guida del Comando, mi dice con una certa aria dignitosa, e vaggia a portare sino a Zamedwedye, siete pronta? – “Si” ,rispondo, e, salutati gli amici, salto in sella mettendomi al suo fianco. – “E’ distante Zamedwedye?” – “Quattr’ora di strada, professore.”