E’ per me una sensazione nuova trovarmi per la prima volta seduto sopra un avantreno, fra un cumulo di attrezzi che mi tormentano i fianchi. La discesa del monte Corada è quanto mai impressionante e difficile. Debbo far prodigi d’equilibrio per non essere lanciato a terra. Le brusche girate, i continui incontri con autocarri e automobili, gli sbalzi dell’avantreno che… Read more »
Mi trovavo nella cabina telefonica di quota 714 in compagnia del cap. magg. Rossi, quando una lunga chiamata ci tronca il nostro discorsetto. Impugno svelto il monofono e ricevo .. . Una voce concitata, confusa, mi ripete soltanto “grande disgrazia in batteria … morti … feriti …”. Nella dolorosa sorpresa del momento, abbandono il monofono in mano dell’amico e fuggo… Read more »
Chi, salendo l’erta cima del Corada sino a quota 714, si spingesse un po’ più in su, verso destra, traversando un folto boschetto sino a raggiungere una piccola chiesetta col suo snello campanile, non avrebbe a pentirsi della breve ma pericolosa ascensione. Questo modesto edificio, miracolosamente risparmiato dall’uragano di ferro e di fuoco che ha miseramente distrutte le povere casette… Read more »
Mi viene incontro tenendo due cavalli insellati. – “Sono la guida del Comando, mi dice con una certa aria dignitosa, e vaggia a portare sino a Zamedwedye, siete pronta? – “Si” ,rispondo, e, salutati gli amici, salto in sella mettendomi al suo fianco. – “E’ distante Zamedwedye?” – “Quattr’ora di strada, professore.”