La festa degli artiglieri.
Tutto il reggimento è raccolto nel bel tempio di Disvetro ed assiste, unitamente al suo Colonnello e a tutti gli ufficiali, alla commovente cerimonia religiosa.
Una musica scelta accompagna i cantori.
Al momento solenne dell’elevazione del Santissimo uno squillo argentino di tromba dà l’attenti.
Un brivido di santa commozione e di devota pietà scorre in tutti noi che abbassiamo riverenti il capo mormorando col cuore una preghiera.
Lo spirito di Dio è in noi. Molti cigli hanno una lacrima.
Ecco elevarsi supplice un cantico che ha note di strazio:
“Padre nostro che regni nei cieli
La preghiera ti cerca e t’invoca
Perché in mezzo alle stragi crudeli
Siamo tutti fratelli o Signor.
O Signor della Vittoria
Forza donaci e valor
Al tuo Nome sia la gloria
Sia l’Italia a noi nel cuor.
Tu ci hai dato le nostre bandiere
Che ci fossero segno d’amore
Oggi in pugno le reca il dovere
Dove solo si vince o si muor.
O Signor della Vittoria
……….
Tu ci hai dato la Patria bella
Coronata dall’Alpi e dal mar
Per lei sola che tutti affratella
Vanno i figli d’Italia a pugnar.
O Signor della Vittoria
……….
Benedici Tu dunque le schiere
Che ti pregano in faccia al nemico
Dona a noi le nostre frontiere
Che segnasti coll’Alpi e col mar.
O Signor della Vittoria
…………
Musica e poesia sono del nostro amatissimo cappellano militare che gentilmente ha voluto offrirmene copia.
Il rimanente della giornata passò nella più schietta allegria.
Alla sera poi rancio speciale.
Una bella fetta di polenta con un minuscolo salamino.
Evviva!