4 Dicembre 1917 – Santa Barbara

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La festa degli artiglieri.

Tutto il reggimento è raccolto nel bel tempio di Disvetro ed assiste, unitamente al suo Colonnello e a tutti gli ufficiali, alla commovente cerimonia religiosa.

Una musica scelta accompagna i cantori.

Al momento solenne dell’elevazione del Santissimo uno squillo argentino di tromba dà l’attenti.

Un brivido di santa commozione e di devota  pietà scorre in tutti noi che abbassiamo riverenti il capo mormorando col cuore una preghiera.

Lo spirito di Dio è in noi. Molti cigli hanno una lacrima.

Ecco elevarsi supplice un cantico che ha note di strazio:

“Padre nostro che regni nei cieli

La preghiera ti cerca e t’invoca

Perché in mezzo alle stragi crudeli

Siamo tutti fratelli o Signor.

O Signor della Vittoria

Forza donaci e valor

Al tuo Nome sia la gloria

Sia l’Italia a noi nel cuor.

Tu ci hai dato le nostre bandiere

Che ci fossero segno d’amore

Oggi in pugno le reca il dovere

Dove solo si vince o si muor.

        O Signor della Vittoria

……….

Tu ci hai dato la Patria bella

Coronata dall’Alpi e dal mar

Per lei sola che tutti affratella

Vanno i figli d’Italia a pugnar.

O Signor della Vittoria

……….

Benedici Tu dunque le schiere

Che ti pregano in faccia al nemico

Dona a noi le nostre frontiere

Che segnasti coll’Alpi e col mar.

O Signor della Vittoria

…………

 

Musica e poesia sono del nostro amatissimo cappellano militare che gentilmente ha voluto offrirmene copia.

Il rimanente della giornata passò nella più schietta allegria.

Alla sera poi rancio speciale.

Una bella fetta di polenta con un minuscolo salamino.

Evviva!

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